E la nostra collaborazione con l ucraina continua..♥️ Dopo maggiore ora lui ribattezzato da noi Filippo detto anche Pippo per gli amici data la sua dolcezza e simpatia. E’ un cagnolino sui 10/12 kg di taglia medio piccola, sano, negativo a tutte le malattie mediterranee e ha 2 anni circa. Buono con tutte le persone e adora la compagnia delle cagnoline femmine Qui di seguito la sua storia… Il mondo di Dimasik non è mai stato silenzioso. Nato tra le bombe del Donbass, per lui il tuono non era l’annuncio della pioggia, ma il suono della morte e della distruzione. Eppure, un cane non conosce la geopolitica: prende il mondo per quello che è. In quel caos Dimasik aveva il suo porto sicuro, la casa in campagna dove, tra il profumo del pane e il calore della stufa, il mondo esterno sembrava per brevi istanti solo un brutto sogno. Poi, il destino ha bussato con una violenza inaudita. Quel giorno le sirene hanno suonato troppo tardi. Quando la bomba ha colpito, il mondo di Dimasik è diventato un frastuono bianco: un boato così forte da non essere più un suono, ma una pressione che schiaccia i polmoni. Il soffitto si è sbriciolato sotto il peso dei mattoni e la polvere ha soffocato ogni respiro, mentre una fitta lancinante e improvvisa gli straziava il volto. Il buio è sceso su una parte del suo mondo, mentre il sangue colava sul musetto. Dimasik è rimasto lì, tra le macerie della sua unica certezza, è così che lo hanno trovato gli angeli dell’Animal Rescue di Kharkiv: lo hanno estratto e curato, restituendogli una parvenza di quella casa che aveva perduto. Quando la sua foto, con quel musetto sfigurato, è arrivata all'Oasi di Alpignano, non ci sono stati dubbi: la decisione di ospitarlo è stata immediata. È iniziato così un viaggio interminabile. Chilometri di asfalto, confini attraversati e sguardi di altri compagni di sventura che, come lui, scappavano dall'inferno. Con ogni chilometro, Dimasik si lasciava alle spalle bombardamenti, sirene e distruzione. Ora Dimasik è pronto. Ha attraversato l'orrore e ha perso un pezzo di sé tra le rovine del Donbass, ma ha conservato tutto il suo amore. Le cicatrici sul muso raccontano una storia di sopravvivenza estrema, ma il suo spirito è rimasto dolce. Aspetta solo una famiglia che sappia guardare oltre quel musetto segnato e vedere il guerriero gentile che è diventato.






